La gioia di Ripalta Cremasca
Nei
pressi del podio, durante premiazioni del titolo a squadre categoria
giovanissimi maschile, non passavano certo inosservati i volti
traboccanti di felicità di due personaggi (che scopriremo essere il
papà di uno dei campioni e il loro allenatore) con al seguito due
bambini in maglia nero-granata.
Una
gioia che è anche quella di tutto un ambiente, il Gruppo Giovanile
Sportivo Ripalta Cremasca, per aver ottenuto il titolo italiano alla
prima partecipazione ai campionati giovanili.
Artefici di questa bella vittoria sono Michele Muletti e Filippo
Inzoli, i nuovi campioni Italiani a squadre, categoria Giovanissimi.

Spiega il giovane allenatore Andrea Tomasoni:
«Per noi non è facile ottenere risultati di così grande rilievo,
nemmeno in campo regionale dove affrontiamo regolarmente società come
Alto Sebino, Castel Goffredo, Pieve Emanuele ed Asola che fanno del
settore giovanile un vero e proprio punto di forza».
Allora
conosciamo meglio questa realtà, grazie al ritratto tracciato dal suo
tecnico, per capire com'è stato costruito questo successo.
D: Andrea, iniziamo parlando un po' di te, chi e sei e qual è il tuo ruolo?
R: Sono Andrea Tomasoni e ho 25 anni.
Il mio ruolo è di allenatore della società.
Alleno i principianti, i ragazzi che fanno questo sport a livello
agonistico, gli adulti e anche le nostre prime squadre che hanno
recentemente ottenuto due storiche promozioni.
Alleno il G.G.S. tutti i giorni della settimana da lunedì a sabato
mattina. Prima giocavo in serie B2... Ho mosso i primi passi da
allenatore quattro anni fa, quando sono entrato nelle suole elementari
per far scoprire questo bellissimo sport ai bambini.
Proprio dalle scuole ne è giunto un gruppetto in palestra.
Tanta era la loro passione, che ho deciso di mettere da parte la mia racchetta per dedicarmi a loro.
D: Chi è stato il tuo allenatore? E quanto di ciò che hai imparato metti in pratica con i ragazzini?
R:
Ho iniziato ad allenare perché volevo poter dare/trasmettere ai bambini
quel qualcosa che io, nel momento in cui ho iniziato a giocare a
tennistavolo, non ho potuto avere.
Quando ho iniziato a giocare
non avevo un allenatore, ho imparato da autodidatta, fino a quando la
società ha deciso di ingaggiare un allenatore... ma ormai avevo già
(purtroppo per me) 16 anni.
Prima di me, nella nostra società hanno allenato Maurizio Gatti (per
quattro anni), Zoran Milicevic (1anno) e Vladimir Sytch (1anno)… tutti
miei allenatori... da loro ho saputo attingere consigli, metodi,
parole, suggerimenti, che ora trasmetto ai miei piccoli atleti.
Punto ad imparare cose nuove, ogni giorno e ad ogni torneo, da ciascun allenatore, soprattutto se più esperto di me.
D: In quanti eravate a Terni?
R:
Io, il papà di Michele, grande tifoso e portafortuna, che ha fatto da
accompagnatore e, oltre a Michele e Filippo, erano presenti altri due
atleti: Valcarenghi Marco, Oldoni Danilo (Categoria Ragazzi).
D: Ci presenti Filippo Inzoli e Michele Muletti?
R: Michele
ha otto anni e gioca da tre anni e mezzo, Filippo ha dieci anni e gioca
da due anni e mezzo. Balzerà all'occhio l'età di Miky.
I Giovanissimi più grandi hanno undici anni e Miky gioca e lotta con tutti senza timore.
Pippo invece è un bimbo tenace e determinato, ha iniziato a giocare un
anno dopo rispetto a tutto il gruppo, ma sta lavorando sodo e sta
facendo dei grandi progressi.
Sono arrivati negli 8 nel doppio maschile ed entrambi nei primi 8 nel singolo.
D: Diamo il giusto spazio anche agli altri tuoi atleti presenti qui a Terni, come giudichi la loro prova?
R:
Oldoni e Valcarenghi si sono brillantemente qualificati a questi
campionati Italiani, hanno disputato un bellissimo torneo terminando
nei primi 8 la gare a squadre persa contro il Castelgoffredo
dell'immenso Leo Mutti. Oldoni anche nel singolo si è dovuto arrendere
a Mutti nei primi 8. Essendo alla loro prima esperienza hanno ottenuto
risultati di tutto rispetto.
D: Cosa ha rappresentato per te questa vittoria? Ci speravi?
R:
Per me, dopo aver cresciuto questi ragazzi per tre/quattro anni di duri
allenamenti, questa vittoria ha rappresentato una gioia immensa!
Per noi era la prima partecipazione di squadra ai campionati italiani
giovanili e né io, né i ragazzi ci eravamo posti alcun obiettivo
particolare, anche se la speranza di conquistare una o più medaglie la
tenevo dentro me come un desiderio, come un sogno che avrebbe potuto
realizzarsi.
D: A cosa è dovuto tale risultato? Di chi sono i meriti?
R:
Questo risultato è frutto del tanto lavoro svolto in palestra: enormi
sacrifici, tanto sudore, tanta passione e dedizione, nonché delle
indubbie abilità che Michele e Filippo hanno saputo dimostrare.
Voglio proprio sottolineare le capacità dei bambini (saper giocare,
saper ascoltare, saper gestire le situazioni), il loro entusiasmo, la
disponibilità dei loro genitori a farli venire in palestra e a credere
in questo sport.
Il merito va anche alla società, al nostro team manager Andrea
Goldaniga, e all'ambiente in cui lavoro ogni giorno, che mi permette di
insegnare il tennistavolo serenamente.
Collabora con me, due giorni alla settimana, Federico Guerrini, un ragazzo che tiene veramente tanto a questi bambini.
Fede è un validissimo giocatore e collaboratore.
Ho anche ringraziato Davide Gusmini che per due anni ha sopportato e fatto da sparring a questi giovani atleti.
D:
Vederti in panchina è uno spasso, per come vivi la partita, grinta,
incoraggiamenti e tifo per i tuoi, quali consigli hai dato loro prima
della gara?
R:
I consigli che do ai ragazzi di volta in volta, partita dopo partita,
sono sempre diversi, in relazione all'avversario e in funzione dello
stato emotivo che vivono i ragazzi quando affrontano un match.
D: Come avete festeggiato?
R:
Dopo i meritati complimenti fatti ai bambini, abbiamo festeggiato con
un bel gelato e concedendo un'ora in più, la sera, per giocare e
divertirsi assieme visto che il giorno successivo non doveva giocare
nessuno.
D: Chi è stato il primo a complimentarsi con voi? Di chi i complimenti più graditi?
R:
La prima persona con cui ho parlato al telefono è stata la mamma di
Michele, era talmente tanto euforica che anziché farmi i complimenti mi
ha fatto gli auguri... come fosse il mio compleanno!
Subito dopo ho sentito un felicissimo Goldaniga, poi a seguire tante altre persone tra cui anche la mia mamma.
Mi ha fatto molto, molto piacere ricevere i complimenti degli
allenatori delle nazionali cadetti maschile (Joze Urh) e femminile
(Maurizio Gatti) nonché di tutti i colleghi allenatori di società.
D: I media della vostra città hanno dato risalto alla notizia?
R:
Lunedì sera abbiamo vinto il titolo e martedì mattina mi ha telefonato
un giornalista locale che ha dato il giusto spazio a questa importante
vittoria, articolo con tanto di foto su un quotidiano locale.
D: Quali traguardi sogni di raggiungere in futuro come allenatore?
R:
Il prossimo obiettivo che spero di poter raggiungere sarà quello di far
vestire a qualcuno dei miei giovani atleti la maglia della nazionale.
D: Quanti tesserati avete nella vostra società?
R: In società abbiamo una sessantina di iscritti e partecipiamo ai campionati con 9 squadre.
Quest'anno abbiamo conquistato tre promozioni nelle serie superiori, con la B1, la B2 e la D1, e nessuna retrocessione!
L'anno prossimo avremo quindi la A2,la B1,tre C2,due D1 e due D2.
D: Quanti bambini alleni? Quanto si allenano in una settimana?
R: Ho una ventina di bambini o ragazzi.
Una decina giocano a livello agonistico, partecipano a tornei e
campionati e si allenano da quattro a sei volte alla settimana.
Una decina giocano per divertimento e vengono in palestra un paio di volte alla settimana.
D: Quanto è importante il vivaio per una realtà come la vostra?
R:
Personalmente affermo che il vivaio è la componente più importante
della società, è la linfa, se la società fosse un albero, il vivaio
costituirebbe le radici.
D: Quali iniziative attuate per avvicinare nuovi bambini all'attività e più in generale per far conoscere questo sport alla gente?
R: Per avvicinare nuovi bambini a questo sport è indispensabile il lavoro svolto nelle scuole elementari.
Le abbiamo provate un po' tutte: manifestazioni in piazza, negli
oratori, negli ipermercati... ma è nelle scuole che i bambini rimangono
un po' più affascinati da questo sport.
E' però difficilissimo trovare bambini che vogliano fare agonismo nel tennistavolo e genitori accondiscendenti.
Il
titolo a squadre categoria Giovanissimi rappresenta la ciliegina sulla
torta di un'annata memorabile per il Gruppo Giovanile Sportivo Ripalta
Cremasca: un 2007-2008 che ha decretato due storiche promozioni, in
serie A2 e in serie B1.
Abbiamo
voluto calare il sipario del nostro Speciale con questa intervista che
ha fatto rivivere le emozioni dei Campionati Italiani Giovanili 2008
attraverso il racconto di Tomasoni, perché, come afferma lui stesso:
«Solo chi lavora ogni giorno in palestra può veramente capire quanto
sia bello ed emozionante e nello stesso tempo difficile seguire un
bimbo che si avvicina a questo sport (mettere per la prima volta la
racchetta in mano a un bambino), vederlo crescere nella vita e nello
sport, fino a vederlo vincere la prima coppa, il primo torneo e perfino
i campionati italiani... ».
A.R.